Come sviluppare competenze logiche e capacità di risolvere problemi in modo creativo ed efficiente? Semplice: attraverso la programmazione (coding) in un contesto di gioco.

Nasce “Scratch”, lo strumento più usato per avvicinare i bambini alla programmazione, pensato proprio per la fascia di età 8 - 16, ma fruibile anche dai più grandi. Per i più piccoli, dai 5 ai 7 anni, invece, si può usare ”ScratchJr”.

Scratch viene utilizzato in tutto il mondo: sviluppa quello che è stato definito“pensiero computazionale” e la sua interfaccia semplice e intuitiva, non richiede conoscenze specifiche ed è utile per capire e conoscere il modello mentale alla base della programmazione.
È un progetto del Lifelong Kindergarten Group dei Media Lab del MIT di Boston ed è disponibile gratuitamente: programmare storie interattive, giochi e animazioni, condividere i progetti con gli altri membri della comunità (grazie al portale scratch.mit.edu) sarà semplice e divertente.

Nella sezione “esplora” del sito si trovano molti dei progetti condivisi dai singoli utenti e dalle scuole, che possono essere aperti o “remixati” dagli altri utenti.
Con l’editor di scratch tutto è possibile: basta un computer o un tablet, collegarsi al sito ufficiale o scaricare l’applicazione (gratuita anche quella) e iniziare a creare il proprio progetto.
Per chi invece volesse utilizzare “Scratch”anche in assenza di una connessione, esiste anche una versione offline scaricabile dalla sezione download del sito.

“La buona scuola” e il suo programma riconoscono il “codyng” un elemento indispensabile per orientarsi alle nuove tecnologie in modo attivo e consapevole.
“Programma il futuro” (nato dalla collaborazione tra il MIUR e il CINI – Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica) ha l’obiettivo di fornire alle scuole i giusti strumenti dell’informatica utili alla formazione degli studenti. 

«Imparare a programmare non serve solo a creare futuri programmatori, di cui pure c’è bisogno» spiegava Alessandro Bogliolo, docente all’università di Urbino e «ambasciatore» per l’Italia della «CodeWeek», andata in scena nell’ottobre del 2016. «Il salto di qualità — continua Bogliolo — si fa quando si inizia a pensare che il coding debba diventare materia di studio». E lo sta diventando un po’ in tutto il mondo. Barack Obama aveva esortato gli studenti americani: «Non comprate un nuovo videogioco, fatene uno. Non scaricate l’ultima app, disegnatela». In Italia, tra le linee guida del progetto del governo sulla «Buona Scuola» è citata anche l’«educazione al pensiero computazionale e al coding nella scuola italiana». Segnali che questi temi hanno raggiunto le istituzioni, sotto la spinta di un movimento dal basso.

Link utili
CODERDOJO I CoderDojo sono club gratuiti il cui obiettivo è l’insegnamento della programmazione informatica ai più piccoli. CoderDojo è un movimento aperto, libero e totalmente gratuito organizzato in centinaia di club indipendenti sparsi in tutto il mondo. 

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