“Facebook è un genere di piattaforma diversa da qualunque cosa l’abbia preceduta. È sì una compagnia tecnologica ma ammetto che abbiamo una responsabilità maggiore della semplice fornitura della tecnologia attraverso la quale scorre l’informazione, sebbene non scriviamo le notizie che leggete e condividete, riconosciamo che siamo qualcosa di più di un semplice distributore di notizie”.
[Mark Zuckerberg]


La risposta del team di Zuckerberg alla diffusione delle “bufale” o “fake-news”, come è nella natura del social da quasi due miliardi di utenti, sarà un nuovo pulsante che i fruitori potranno utilizzare per segnalare gli articoli sospetti. La segnalazione verrà quindi notificata a un pool di giornalisti che verificheranno la notizia sulla base dell’International Fact Checking Code stilato dal Poynter Institute. Dopo il vaglio, qualora il “sospetto” venisse confermato, la notizia sarà bollata con il “disputed”, quindi contestata.
Dunque non la censura e la cancellazione del contenuto, ma la gogna mediatica che mira a marcare e segnare indelebilmente la credibilità di chi condivide contenuti mendaci, oltre a una effettiva penalizzazione messa in atto attraverso l’algoritmo “news feed”.

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