Per Facebook arriva la prima multa legata al caso Cambridge Analytica: in Gran Bretagna l’Information Commissioner’s Office (Ico) ha infatti imposto all’azienda una sanzione di 500.000 sterline per aver violato la legge sulla tutela dei dati personali. L’Ico inoltre ha anche aperto un procedimento penale contro la ormai disciolta capogruppo di Cambridge Analytica, la SCL Elections.

Per l’Ico Facebook ha violato le sue stesse policy sulla privacy e non si è accertata che Cambridge Analytica avesse davvero cancellato le tracce dei dati raccolti dai suoi server, permettendo alla società di conservare modelli predittivi costruiti su milioni di profili social ottenuti in occasione delle elezioni presidenziali Usa.
L’information commissioner Elizabeth Denham ha affermato che l’utilizzo dei dati personali per i fini del behavioral advertising e il marketing politico ha un enorme impatto anche sulla reputazione delle aziende che se ne avvalgono e ha suggerito la necessità di un codice di comportamento che eviti gli abusi e garantisca che le elezioni abbiano uno svolgimento corretto. E’ venuta meno la trasparenza necessaria, e le persone devono essere a conoscenza, ha aggiunto la Denham, degli impatti del targeting pubblicitario che cattura e usa i loro dati personali e Facebook.
Cambridge Analytica ha sempre negato di aver violato qualunque legge, mentre Facebook ha ammesso che avrebbe dovuto “fare di più andando a fondo sulle richieste di dati di Cambridge Analytica e intervenire fin dal 2015”.
Negli Stati Uniti il datagate è oggetto di un’indagine congiunta di Fbi, Federal Trade Commission, dipartimento di Giustizia e Sec. L’inchiesta si concentra sia sulle attività di data mining di Cambridge Analytica sia sui comportamenti e la governance di Facebook, con l’intento di verificare la conformità e la trasparenza della comunicazione pubblica dell’azienda di Mark Zuckerberg a utenti, azionisti e regolatori.


Fonte: Corriere Comunicazioni

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