Il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania ha recentemente affermato che “per la trasformazione digitale dell’Italia ci vuole continuità d’azione. Il Paese è ancora indietro ma molto è stato fatto rispetto al passato.

Ora però non ci si deve fermare e bisogna essere consapevoli che il processo di trasformazione, che è di tipo economico, ci accompagnerà di qui ai prossimi 10 anni”. Non deve, dunque, essere assolutamente persa di vista la digital transformation.
Lo “stallo” politico non ha di certo aiutato “ma non bisogna mollare” e soprattutto “bisogna procedere nella direzione intrapresa”, ha dichiarato in occasione della presentazione a Roma del libro-inchiesta “Il web marketing e l’internazionalizzazione”. “C’è ormai consapevolezza diffusa sull’importanza delle tecnologie e del fare innovazione e il digitale è riconosciuto come strumento di crescita economica, politica e sociale”, e la sfida deve estendersi e ampliarsi. “Quel che serve – ha continuato- è una leadership sul territorio che aiuti le aziende, soprattutto quelle di piccole dimensioni, ad adottare il digitale come chiave di volta per una rinnovata competitività”.
Fondamentali sono le competenze sul digitale che devono essere trasmesse anche a livello manageriale, affinché le aziende possano elaborare strategie efficaci per ogni esigenza.

Il tema culturale viene spesso percepito come “astratto”, ha sottolineato Catania: “La cultura parte dal vertice e quindi dal management, altrimenti non se ne viene a capo. Alla stregua di quanto avvenuto nella politica, solo quando il digitale è stato adottato a livello di governo – con il Piano Bul e la strategia Industria 4.0 per citare solo due dei provvedimenti più importanti avviati nell’ultima legislatura – che si sono cominciati a toccare con mano benefici concreti”.
Il prossimo anno sarà quindi cruciale per affrontare la tematica del digitale e dar vita a nuove opportunità.

Fonte: Corriere Comunicazioni

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