Da oggi chi accede a Internet ha la possibilità di attivare il riconoscimento facciale, che potrebbe aiutare nel vedere quanto si è presenti nelle foto e nei video con lo scopo di proteggere da eventuali furti di identità.

Questa modalità è valida però solamente per gli utenti maggiorenni. 
Dunque, con il riconoscimento facciale il social network analizza le foto e i video in cui si è presente per calcolare un numero unico (“modello”) che rappresenta il proprio aspetto nelle immagini. La funzione è disponibile da oggi in Europa e poi sarà estesa al resto del mondo, Stati Uniti compresi. Fortunatamente non è attivabile “per chiunque abbia meno di 18 anni”, questa la decisione presa da Facebook che nei giorni scorsi ha rafforzato gli strumenti in difesa dei dati personali dei minori.
Sorgono tuttavia dei dubbi nel rapporto che intercorre tra il riconoscimento facciale il rischio di violare la privacy.
Apple è stata tra le prime società hi-tech ad introdurre questa tecnologia nell’iPhone X per sbloccare il dispositivo e per effettuare i pagamenti con Apple Pay. E subito è sorto il potenziale allarme privacy per il riconoscimento del volto. A sollevarlo anche un report del Washington Post secondo il quale le misure di sicurezza garantite dalla compagnia di Cupertino rischiano di non essere sufficienti per gli sviluppatori di applicazioni terze, che potrebbero usare e conservare sui propri server le informazioni del volto degli utenti raccolte con l’iPhone X per scopi non sempre noti.

Apple ha affermato di “considerare molto seriamente la privacy e la sicurezza, un impegno che si riflette nelle forti protezioni realizzate per i dati del Face ID”. La società ha spiegato che gli sviluppatori non hanno accesso alla mappa completa del volto fatta dal sistema Face ID: questi dati “non lasciano mai il dispositivo”, “né vengono inviati ad Apple o a terze parti”.

Gli sviluppatori hanno accesso ad alcuni dati della fotocamera TrueDepth e, secondo gli esperti interpellati dal Washington Post, le scansioni potrebbero rivelare una mole di informazioni come età, sesso, razza ed emozioni degli utenti. “Penso che dovremmo essere abbastanza preoccupati – ha dichiarato al Washington Post Jay Stanley, analista di politica senior presso l’American Civil Liberties Union -.” Sono piuttosto alte le probabilità che presto vedremo il danno dei dati facciali, se non su Apple su Android”.

Fonte: Key4Biz

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