Le Università italiane saranno protagoniste del piano Proton, voluto dall’Europa, in cui scienze sociali e Ict coopereranno per contrastare il crimine.
L’Italia sarà quindi capofila di un progetto europeo per combatte mafia e terrorismo.

Proton, il piano coordinato dal nostro Paese con il criminologo Ernesto Savona del centro Transcrime dell’Università Cattolica di Milano si basa su 11mila profili e sulle schede relative a 200mila crimini forniti dal ministero della Giustizia italiano. Il progetto coinvolge 21 partner internazionali e punta a un’integrazione innovativa tra scienze sociali e computazionali.
“L’obiettivo è sperimentare l’impatto a lungo termine, nell’arco di 20-30 anni, delle politiche di contrasto a queste organizzazioni criminali”, ha dichiarato all’Ansa uno dei coordinatori scientifici, il criminologo Francesco Calderoni, dell’Università di Cattolica di Milano.
La simulazione, condotta con il contributo dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), intende “creare una società virtuale in miniatura, per esempio un quartiere di una grande città, che comprenderà una popolazione ‘sana’ e una criminale, per vedere come le persone si uniscono alle reti criminali come quella mafiosa”.
Nel caso del terrorismo, invece, il progetto punta, con l’Università Ebraica di Gerusalemme, “a simulare un tipico quartiere di una città europea con un’elevata percentuale di popolazione musulmana”. Lo scopo, ha aggiunto Calderoni, è “vedere come la frequentazione di centri culturali o religiosi islamici incida sulla radicalizzazione e osservare l’impatto della diffusione dei messaggi di radicalizzazione attraverso i social network”.

Fonte: Corriere Comunicazioni

covernewsletterdef100px